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Wednesday, September 9, 2015

Psicofarmaci e stragi della follia

Luigi Cuel e Cezara Musteata

Luigi Cuel nelle ultime settimane prendeva psicofarmaci per la depressione

Ho letto, in merito al tragico omicidio-suicidio di Lonato, la testimonianza degli amici di Luigi Cuel che ci raccontano di un uomo "pieno di vita e di interessi" e "buonissimo e generoso".

Non ho mai conosciuto Luigi Cuel, ma non ho nessuna difficoltà a credere alla testimonianza dei suoi amici.

Ma allora, volendo credere a loro, come può essere avvenuto che un uomo buono e generoso possa concepire ed organizzare un così drammatico piano? 

Una causa, che trovo doveroso esaminare, ci viene proposta poche righe avanti dove leggo "Cuel infatti nelle ultime settimane prendeva psicofarmaci per la depressione".

Non serve un biochimico per ipotizzare che sostanze psicotrope alterino l'equilibrio mentale di una persona, certo con l'intento di "tirarlo su di morale", ma a giudicare dal numero di stragi della follia in presenza di assunzione di psicofarmaci, la quasi totalità, a me vien da pensare che questi non-farmaci escano un po' dal loro intento e, diciamo, danno la forza al depresso di "agire", di mettere in atto la sua unica "soluzione" al suo stato, uccidersi ed uccidere l'amato, che poi sia il compagno, il figlio, l'anziano genitore od i compagni di classe non fa poi molta differenza.

Un amore che finisce, in particolare per un uomo solo, abbatte il morale di una persona. Trovo triste l'idea di farlo ripartire a suon di non-farmaci. È come se la risposta sociale ad un uomo in difficoltà per qualsivoglia motivo, sentimentale, economico od altro, fosse continuare a vivere perennemente ubriaco. A me non sembrerebbe un buon consiglio.

Ma la scienza ufficiale, non prenderà in considerazione quest'ipotesi. Diranno, com'è avvenuto, che le stragi della follia ci sono sempre state anche quando i non-farmaci non esistevano, che adesso se ne sente parlare molto di più, non perché siano cresciute come effetto della parallela crescita di prescrizione di non-farmaci, ma solo perché viviamo nell'era della comunicazione ed i media ci informano di tutto.

E dire che molti medici e psichiatri condividono, certamente in modo molto più autorevole, queste mie posizioni. Mi basta citare due esempi:

"Il concetto di 'malattia mentale' è terribilmente fuorviante: questi cosiddetti disturbi mentali vengono diagnosticati come si trattasse di malattie, ma in realtà sono solo descrizioni di comportamenti o pensieri (ciò che una persona dice o fa) - niente di lontanamente paragonabile con la definizione medica del termine malattia". Allen Frances, Psichiatra ed ex Presidente del Comitato Editoriale del DSM-IV.

"Mi sono reso conto, non senza ironia, che gli psichiatri sono letteralmente usciti di testa e, contemporaneamente, hanno fatto uscire di testa gli stessi pazienti che si presume debbano curare". David Kaiser, Psichiatra.

Molte altre testimonianze si trovano nel sito web CCDU.ORG nella sezione "Info Utili - Psichiatri e medici ammettono".

Il CCDU Comitato dei cittadini per i Diritti Umani si occupa da oltre 40 anni di abusi e violazioni nel campo della salute mentale. Fanno parte del CCDU illustri medici, avvocati, artisti, educatori, rappresentanti dei diritti umani e civili, che hanno come loro obiettivo quello di denunciare e aiutare ad abolire tutte le pratiche fisicamente dannose nel campo della guarigione mentale.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus Luigi Modonesi - CCDU Brescia




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