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Thursday, June 26, 2014

ADHD - Rush Hour, Bambini e Psicofarmaci

Armando, 19 anni, ogni giorno da 9 anni prende gli psicofarmaci. La madre Stefania li andava ad acquistare in Svizzera quando da noi non erano ancora autorizzati. Al ragazzo era stata diagnosticata la ADHD, la  sindrome da deficit di attenzione e iperattività, un PRESUNTO disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria, una PRESUNTA malattia su cui si dibatte da decenni, anche in relazione alle cure prescritte. 
A seconda del Paese in cui si vive, infatti, che sia America, Germania, Francia o Italia, la cura potrà essere una pasticca di metilfenidato o di atomoxetina, anfetamina insomma. In America lo sarà addirittura nell'80% dei casi. Con conseguenze collaterali pesantissime

Ci sono storie assurde,  come quella di Zache, un bimbo americano di 10 anni, solare e vitale, a cui è stata diagnosticata L'ADHD al primo anno di asilo e al quale da allora la mamma Traceye dà, come prescritto, gli psicofarmaci. Trattamenti dai gravissimi effetti collaterali, ''come il rischio di suicidio, di infarto, alopecia e problemi epatici'' spiega Stella Savino, l'autrice di un documentario (in sala dal 25 giugno distribuito da Microcinema), che racconta in modo lucido come oggi nel mondo viene diagnosticata e curata l'ADHD. 
E se ne continuerà a parlare al cinema anche quando uscirà Mommy, il film di Xavier Dolan che ha trionfato al festival di Cannes, e che racconta la vita difficile di un ragazzo iperattivo. Il viaggio di Stella Savino, "ADHD - Rush Hour", indaga tra Italia, Europa e Stati Uniti, tra laboratori di genetica e di Brain Imaging, aule universitarie e scuole elementari, dando voci ai protagonisti, bambini e adolescenti, e ai loro spesso disperati genitori. 
Sempre più spesso,  l’ADHD viene diagnosticata a bambini e adolescenti e nella maggior parte dei casi la cura prescritta è a base di amfetamine. Il fenomeno è molto diffuso sia negli Stati Uniti che in Europa, Italia compresa. Ma quando si può davvero parlare di malattia? La comunità scientifica dibatte e si divide da più di 50 anni su cosa sia veramente.  Solo negli Stati Uniti 11 milioni di bambini sono dipendenti dalle anfetamine. 
Di certo c’è che i test di laboratorio e i criteri utilizzati per la diagnosi sono limitati e la cura farmacologica non è senza conseguenze: l’atomexina produce allucinazioni, gravi danni epatici e tendenze suicide, e il metilfenidato è un’anfetamina, classificata dalla DEA (Drug Enforcement Administration) nello stesso gruppo dei narcotici, insieme con l’eroina, la morfina e la cocaina. 
L’ONU parla di emergenza sanitaria, denuncia e lancia l’allarme ADHD. Il Consiglio invita le nazioni a valutare la possibile sovrastima dell’ADHD e a frenare l’uso eccessivo del metilfenidato (Ritalin). Negli Stati Uniti è stata diagnosticata l’ADHD anche a bambini di appena 1 anno. In Italia, il Ministero ha creato un registro ufficiale ADHD, e ci sono circa un novantina di centri regionali dove in teoria prima di arrivare alle terapia farmacologica bisogna provare tutte le terapie comportamentali. Ma c'è chi vuole risolvere subito il problema, e si procura i farmaci. 
Tra gli esperti che hanno collaborato con la regista, c'è Stefano Canali, docente di storia della medicina e Bioetica alla Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati (SISSA) di Trieste: ''L'ADHD e il modo in cui viene diagnosticata assomiglia ad altre 'sindromi' apparse e scomparse, legate al periodo storico. È' successo quando venivano reputate tali l'omosessualità o l'isteria''. 
Durante la preparazione del film, Stella Savino ha parlato anche con il padre della moderna neuropsichiatria infantile, Giovanni Bollea, scomparso nel 2011: ''Mi aveva detto che nell 90% dei casi, li aveva curati mandando i bambini in bici con il papà''. 
Questo il link per vedere le sale in cui è programmato il film: http://www.microcinema.eu/news-press/adhd


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