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Attacks in Russian schools inspired by Columbine massacre

Three separate bloodbaths at Russian schools recently are all linked by the teenage attackers 'worshipping' the perpetrators of...

Tuesday, April 29, 2014

Choc in Inghilterra: Insegnante uccisa a coltellatte

La tragica morte di un’insegnante, uccisa a coltellate in classe in una scuola di Leeds, ha lasciato sotto choc il Regno Unito. La polizia ha arrestato il giovane responsabile. La vittima, Anne Maguire, 61 anni, insegnava al Corpus Christi Catholic College, dove ha avuto luogo l’aggressione. Il primo ministro britannico David Cameron ha definito l’attacco “profondamente scioccante”.
Il fatto di sangue è avvenuto in classe, di fronte agli alunni sgomenti. Anne Maguire ha perso la vita mentre si trovava sul posto di lavoro, dopo 40 anni di onorata carriera in cui era diventata una beniamina di tutti i suoi alunni. "non posso credere che sia morta in questo modo - ha detto una studentessa - Era una donna splendida, severa, ma in modo buono".
Ora ci si interroga su come sia stato possibile introdurre un coltello. ''I coltelli non sono permessi all'interno dell'istituto. Nemmeno nei corsi di cucina i ragazzi possono usare quelli affilati'', ha riferito ai giornali una ex insegnante della scuola.
Attacchi così gravi contro gli insegnanti non sono comuni nel Regno Unito e in molti hanno ricordato l’uccisione di un preside, Philip Lawrence, accoltellato nel 1995 davanti a una scuola di Londra dopo che era uscito per aiutare uno studente aggredito per strada.
Secondo i dati del dipartimento dell’Istruzione britannico, tuttavia, il numero di aggressioni sta aumentando: nell’anno scolastico 2010-2011 sono stati 40 gli studenti espulsi ogni giorno per aver attaccato membri del personale.
La polizia del West Yorkshire si è affrettata a dire che si è trattato di un ''episodio isolato'' per non innescare il panico fra le famiglie. Su Twitter tanti i messaggi di cordoglio per la signora Maguire da colleghi e studenti . Era ''una grande professoressa'', era ''straordinaria'', ''una amica''. Fin dal pomeriggio di fronte ai cancelli della scuola molti hanno portato mazzi di fiori.

Inghilterra choc, insegnante uccisa in classe a coltellate da uno studente 15enne 29 aprile 2014


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Monday, April 28, 2014

OMICIDIO-SUICIDO Si dà fuoco insieme alla figlia

Gianfranco Di Zio, quarantottenne pescarese di Cepagatti, ha prima cosparso di benzina l’interno dell’automobile nella quale c’erano anche la piccola Neyda e l’ex compagna e poi ha dato fuoco. La donna, Ena Pietrangelo, pescarese di 44 anni, è stata ricoverata in gravi condizioni. La donna aveva denunciato l’ex convivente per maltrattamenti. Denuncia che portò alla condanna dell’uomo a un anno di reclusione (pena sospesa) e convinse il giudice del tribunale di Pescara a disporre che vedesse la bimba solo alla presenza degli assistenti socialì. Nel pomeriggio i due, ex conviventi ora separati, si erano incontrati con la bimba abordo della Peugeot di un parente di Ena. Pare che all’improvviso Di Zio abbia tirato fuori una bottiglia contenente benzina, versandola addosso a tutti e abbia appiccato il fuoco, trattenendo la bimba sul sedile posteriore. .

Stringe la bimba e si dà fuoco La ex non riesce a strapparla 27 aprile 2014


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Monday, April 14, 2014

Kansas, Neonazista uccide al grido di Heil Hitler

Tre persone sono state uccise oggi in due diverse sparatorie in altrettanti centri ebraici in Kansas e la persona che presumibilmente in entrambi i casi ha aperto il fuoco e' stata arrestata.
Fonti di polizia hanno riferito alla Cnn che l'uomo che ha aperto il fuoco nei due centri ebraici in Kansas e' un neonazista sulla settantina. Testimoni hanno affermato che prima di sparare chiedeva ai presenti se fossero ebrei e poi gridava "Heil Hitler".
Secondo quanto riferiscono fonti di stampa, un uomo, di cui non e' stata rivelata l'identita' ma che è stato descritto come un anziano neonazista, ha iniziato a sparare prima nel Jewish Community Center di Overland Park, e poi ha continuato nel Village Shalom, a meno di due kilometri di distanza. Fonti mediche hanno riferito che nella sparatoria è stato inoltre ferito un ragazzo di 14 anni, che e' stato ricoverato in ospedale in condizioni critiche. Al momento della sparatoria, nel centro ebraico erano in corso delle audizioni per una gara di danza. Il centro "era pieno di ragazzi, di teenager", ha riferito l'inviata sul posto di una Tv locale, secondo cui quando l'uomo ha iniziato a sparare alcuni ragazzi sono stati portati al riparo in una stanza e gli è stato detto di sdraiarsi in terra. L'uomo è stato poi infine arrestato nei pressi di una vicina scuola elementare e, riferisce il Kansas City Star, mentre veniva portato via ha fatto delle "dichiarazioni antisemite".

Neonazista uccide al grido di Heil Hitler Tre morti in due centri ebraici in Kansas 14 aprile 2014


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La moglie lo lascia, lui la uccide a martellate

Una donna di 43 anni è stata uccisa questa mattina a Terni a colpi di martello. La vittima è stata trovata all'interno della sua abitazione in zona Borgo Rivo dagli agenti di polizia accorsi dopo alcune telefonate dei vicini di casa che avevano sentito delle grida. E' stato fermato il marito da cui la donna si stava separando. La coppia ha un figlio di 16 anni.


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Orrore nello Utah, donna partorisce e uccide sette neonati

Li aveva nascosti in scatole separate sparse nella stessa casa in cui viveva con altre tre figlie. In dieci anni aveva partorito 7 volte, ma subito dopo la nascita aveva ucciso i suoi stessi figli. A fare la macabra scoperta è stato l’ex marito della donna, che ha rinvenuto uno dei corpicini nel garage dell’abitazione nella quale ha vissuto insieme con la moglie fino a tre anni fa. La «casa degli orrori» si trova nello Utah, stato occidentale degli Stati Uniti, e la donna, 39 anni, è stata arrestata con l’accusa di omicidio.

La polizia è stata allertata sabato dall’ex marito, che casualmente ha trovato nel garage della casa dove avevano abitato insieme, e lui ancora vive, un contenitore con dentro il corpicino di un neonato. Sono così state avviate immediatamente delle ricerche più approfondite, e in altri ambienti della casa, a Pleasant Grove, ad una cinquantina di chilometri da Salt Lake City, sono stati ritrovati i corpi di altri sei neonati.

Secondo quanto riferiscono fonti di stampa, la donna - di nome Megan Huntsman -, li avrebbe partoriti tra il 1996 e il 2006. Parlando con i giornalisti, i suoi vicini si sono detti scioccati, poiché, hanno affermato, non hanno mai notato che negli anni in questione fosse in gravidanza, neanche una volta. Poi, tre anni fa se ne era andata, lasciando l’ex marito e tre figlie, una teenager e due più grandi. L’ex marito della donna, ha precisato un portavoce della polizia locale, non è al momento considerato dagli inquirenti «persona di interesse», vale a dire che non è sospettato. «Riteniamo che non fosse al corrente della situazione», ha detto il portavoce. I sette piccoli cadaveri sono stati frattanto inviati ad un istituto di medicina legale dello Utah per l’autopsia, affinché si possano determinare le cause della morte.

Orrore nello Utah, donna 
partorisce e uccide sette neonati


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Thursday, April 10, 2014

School Stabber Alex Hribal Was Quiet, Smart, Classmates Say

- Students at a vigil Wednesday for victims of a mass knifing at a Pennsylvania high school grappled with how their quiet and smart classmate could allegedly stab and slash 22 people.
Police said 16-year-old Alex Hribal, a sophomore at Franklin Regional High School, brandished two kitchen knives to wound 21 students and a security guard before the first class Wednesday morning.
Classmates in Murrysville who knew Hribal said they were shocked. They said they hadn't seen other kids pick on him and at least one victim was Hribal's friend.
"One of the kids he stabbed was a good friend of his," an 11th grader whose first name is Santino told HuffPost. "He didn't have a lot of friends, but he was not bullied."
Other students said two victims were good friends with Hribal.
(The Huffington Post isn't using the last names of underage students who were interviewed.)
No one was killed, but two victims were in critical condition on Wednesday evening. Hribal was charged with attempted murder as an adult.
"From what I saw, he was not bullied," Jake, Hribal's lab partner in biology, said outside Mother of Sorrows Parish. "He talked to me and a couple other people, but he was really quiet around other people. He's really smart."
The students were part of a crowd of several hundred that turned out for a standing-room only ceremony at the Roman Catholic church. Vigils were scheduled for five other churches in the town of approximately 20,000 near Pittsburgh on Wednesday night.
Inside Mother of Sorrows, the Rev. William Lechnar tried to soothe the audience.
"It is difficult to put into words the emotions that have surfaced by what is both tragic and painful," Lechnar said, according to a copy of his remarks provided to the press. "This evening we gather asking for God's grace to help us all in a time of sadness."
Hribal came from a "nice family," according to another student who plays hockey with his older brother.
"He's a nice kid from a nice family," said Owen, an 11th grader. "We're not really sure what came up -- why he did this."
The rampage ended when an assistant principal tackled Hribal about five minutes after he allegedly started cutting students in the school's hallway.
Witnesses described pandemonium in the crowded corridors.
"All I saw was four underclassman running, screaming toward the nurses office," said Shannon, a senior. "One of them screamed, 'He has a knife' and then I saw about 150 kids running towards me in a mass panic. We finally evacuated to the football field."
The Associated Press reported that 1,200 students attend Franklin Regional High School.
"I saw kids running out with blood running down their sleeves and arms," said Alex, an 11th grader. "There were a lot of kids covered in blood."
David Lohr reported from Murrysville, Pa., and Michael McLaughlin reported from San Francisco.

Pennsylvania School Stabbing Suspect Alex Hribal Was Quiet, Smart, Classmates Say  


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Friday, April 4, 2014

OMICIDI DI MASSA E PSICOFARMACI: IVAN LOPEZ PRENDEVA L'AMBIEN

Ivan Lopez killed 3 people and injured 16 others, before turning the gun on himself, on Wednesday. Ironically, Fox News was talking about a frantic FBI search and the possibility of another Fort Hood type of shooting at the beginning of the week.
As we often hear in these mass shootings, neighbors reported that Ivan Lopez seemed to be his normal self just hours before the tragic events unfolded. We have also now learned that he was on prescription Ambien which is not likely an irrelevant piece to this puzzle.
The New York Post reported on Thursday:
Lopez did report a traumatic brain injury upon his return to the US, and had a number of mental health issues and was receiving psychiatric help for depression and anxiety.
He was also on medication for his problems, including Ambien for a sleep disorder.
The suspect was fully examined last month by a psychiatrist, McHugh said.
Today I want to examine if the benefits of Ambien to the individual are worth the potential dangers to society.

Are people prone to violence because they take Ambien? Or are violent people simply more likely to be prescribed Ambien?

That is the question.
Ambien is America’s most popular prescription sleep aid. But for many years there has been a case building against it. In late January we printed an RT.com article titled:Ambien: America’s most popular prescription sleep medication linked to mass shootings.”
Here is an excerpt from that article:
In 2009, 45-year-old Robert Stewart was convicted on eight charges of second-degree murder after he killed eight people in a nursing home. He was originally charged with first-degree murder, but by claiming his tirade was Ambien-induced he was able to have the charges lessened and sentenced to 142-179 years in prison.
In a similar case, Thomas Chester Page of South Carolina was sentenced on five counts of attempted murder despite his claims that Ambien was the cause of a shootout with officers. He received 30 years of prison on each count, to be served concurrently.
Although the Food and Drug Administration approved Ambien in 1992, its warning labels have changed significantly over the last two decades as evidence mounted documenting the drug’s ability to induce dangerous behavior.
In the courtroom, cases related to Ambien use have ranged from shootings to child molestation charges to car accidents. In one such case, flight attendant Julie Ann Bronson from Texas ran over three people – including an 18-month old who suffered from brain damage as a result. When Bronson woke up in jail the next morning, she could barely comprehend what she had done.
“It was surreal. It was like a bad dream,” she said in May 2012. “I did the crime but I never intended to do it. I wouldn’t hurt a flea. And if I would have hit somebody, I would have stopped and helped. We’re trained in CPR.” Bronson pleaded guilty to the felony charges, but also received lesser charges by citing Ambien as the reason for her actions.
The question would seem to be, if Ambien turns non-violent people to violence. Is it just people who already have violent tendencies that resort to violent episodes while under the influence of this drug, or is it turning innocent victims like Julie Ann Bronson into uncontrollable deviants?
More importantly, do these Ambien users even understand what they are doing? If you read the label you might comprehend the legitimacy of this question:
“After taking AMBIEN, you may get up out of bed while not being fully awake and do an activity that you do not know you are doing,” the label currently reads. “The next morning, you may not remember that you did anything during the night…Reported activities include: driving a car (“sleep-driving”), making and eating food, talking on the phone, having sex, sleep-walking.”
In 2010 Cheryl Paradis, Psy.D. wrote a multi-part article series for Psychology Today about the dangerous effects of Ambien. Here is an excerpt from Part 1 of Ambien, delusions, and violence: Is there a link?
On April 27, 2010, 26-year-old Air Force veteran Derek Stansberry boarded Delta Flight 273 from Paris to Atlanta. According to press reports, he passed a note to flight attendants that said, “Forgive me, I fu***d up, I am sorry… My passports and identity are fake… Please let my family know the truth.” He wrote he had brought dynamite aboard in his boots and laptop (CNN.com, 4/28/10).
Mr. Stansberry was overpowered by air marshals and the plane was diverted to the Bangor International Airport in Maine. No explosives were found on the plane. Mr. Stansberry was arrested and charged with knowingly giving false information and interfering with a flight crew. Mr. Stansberry had no history of violence or mental illness and his behavior that day was apparently out of character. He had served in Afghanistanand Iraq from 2005 to 2009 as a senior airman and an intelligence specialist and was honorably discharged. At the time of thisstrange incident he was working for a contractor in Africa.
Newspaper reports indicate that Mr. Stansberry was acutely psychotic when he was taken into custody. He told FBI agents that he believed that the passengers were talking about him and that he was being followed. He also told the agents that he had taken Ambien.
These events sounded almost too far-fetched to believe. But as a forensic psychologist, I never doubted that the press reports were genuine. I once evaluated a defendant who took Ambien and behaved in a bizarre and unexpected way. While no one was injured by Mr. Stansberry’s apparently Ambien-induced psychotic episode, the defendant I evaluated had, in fact, acted violently.
The defendant, whom I will refer to as Mr. Abrams for the sake of protecting his identity, was arrested for killing his wife. Mr. Abrams and his wife were living with his parents at the time of the offense. His mother called the police after he stumbled downstairs, mumbling incoherently, “Something’s wrong, Ma.” When the police entered the downstairs living room, they found a dazed-looking Mr. Abrams slumped in a chair. The officers climbed the stairs to the bedroom, where they found his wife dead on the floor. She had been stabbed over twenty times. There was no sign of forced entry and the killer’s identity was never in doubt.
Again, it sounds like “Mr. Abrams” may have not known what he was doing. Could this drug be so powerful that individuals are not even cognizant of their actions? Again, I would defer to the drug’s labeling:
“After taking AMBIEN, you may get up out of bed while not being fully awake and do an activity that you do not know you are doing,” the label currently reads. “The next morning, you may not remember that you did anything during the night…Reported activities include: driving a car (“sleep-driving”), making and eating food, talking on the phone, having sex, sleep-walking.”
Obviously the label doesn’t say anything about shooting people, running them over with a car, or carrying invisible dynamite onto a plane. But the question remains…
If Ambien can make me fry an egg in the middle of the night without consciously realizing what I am doing, could it make the right person commit violence without knowing they are doing so?
I won’t suggest that Ivan Lopez, or any of the other people we have discussed, killed or committed violent acts solely because of this drug, but that is becoming a more common legal defense. For that reason alone the medical community needs to take a closer look.
Will they do that? I doubt it. In the end nothing will likely be done because Big Pharma andBig Government tend to stick together. In America dollar signs tend to trump all.
As an average Joe, who has read too many of these stories, I have to wonder if some of these prescription drugs are killing more people than they are saving.
I remember when these discussions were centered around illegal narcotics. Today’s killers don’t have to take meth, cocaine or PCP. It seems most of them are already on a full regimen of mind-altering substances that are willingly provided by their local physician or psychiatrist.
What do you think?

Fort Hood Shooter: Let’s Talk About Ambien 04 APRILE 2014


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Fort Hood, due omicidi di massa in 5 anni

Cinque anni fa Fort Hood, in Texas, fu teatro del peggiore omicidio di massa in una base militare della storia americana. Ieri una nuova incredibile tragedia nella quale hanno perso la vita quattro persone, compreso l'attentatore che si e' suicidato, mentre altre 16 sono rimaste ferite. Era il 5 novembre del 2009 quando il maggiore Nidal Hassad apri' il fuoco a Fort Hood uccidendo 13 persone e ferendone 32. E' stato condannato a morte lo scorso agosto per omicidio e tentato omicidio premeditato.
  Hassan era in contatto con il leader di al-Qaeda nello Yemen e aprendo il fuoco urlo' "Allahu Akbar", "Allah e' il piu' grande". Solo pochi giorni fa la FoxNews ha riferito che l'Fbi era sulle tracce di una recluta dell'esercito che stava pianificando un attentato ai danni di soldati americani, di matrice jihadista, ispirato proprio alla strage compiuta 5 anni fa a Fort Hood. Gli investigatori non escludono la matrice terrorista anche se l'attentatore di ieri, Ivan Lopez, era in cura per problemi psichiatrici. Fort Hood e' una delle piu' grandi basi militari del Paese.
  Si trova a Killeen, a meta' strada tra Waco e Austin. Ospita oltre 50.000 persone tra i militari e le loro famiglie. Fu costruita nel 1942 come base di esercitazione per la seconda guerra mondiale e occupa una superficie di circa 40 chilometri quadrati. Porta il nome del generale degli Stati Confederati d'America, John Bell Hood.

Usa: Fort Hood, due omicidi di massa in 5 anni 03 aprile 2014


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Bambine uccise a Lecco, l'autopsia: colpite dalla madre con 90 coltellate

I terrificanti dettagli emersi dopo l’autopsia sui corpi delle vittime riportano alla pubblica attenzione l’efferato delitto dell’8 marzo scorso, quando in un appartamento del rione Chiuso di Lecco Edlira Dobrushi fu colta da un raptus omicida che costò la vita alle tre piccole figlie.
Arrestata per l’atroce gesto compiuto ai danni di Sidny, Simona e Kesi, uccise a coltellate mentre dormivano con una dinamica adesso ancora più chiara, la donna di origine albanese raccontò (al termine del lungo ricovero in ospedale, seguente al tentato suicidio) di aver commesso quel triplice reato pensando al futuro di sofferenza e “disperazione” al quale sarebbero andate incontro le ragazzine a causa della separazione dei genitori.
Al momento dei fatti, il marito di Edlira era in viaggio per raggiungere i familiari in Albania, proprio per discutere del distacco dalla moglie, partenza poi annullata in seguito alla comunicazione della tragediaavvenuta tra le mura domestiche all'interno della residenza italiana.
Dall’esame autoptico condotto dagli esperti di medicina legale incaricati dalla Procura di fare luce sul caso, sono venuti a galla particolari a dir poco agghiaccianti, destinati a segnare in senso ulteriormente negativo il quadro a carico della giovane madre delle 3 bimbe assassinate nella notte un mese fa: circa 30 le coltellate ricevute da ciascuna delle vittime per mano della donna, trasformatasi in killer spietata al punto da ottenere uno spargimento di sangue ai massimi livelli, come in una scena da film dell’orrore.
L’accusa di omicidio plurimo, formulata a suo tempo con l’aggravante della consanguineità, dovrebbe portare ad una condanna molto severa nei confronti di Edlira Dobrushi, inchiodata da prove divenute ormai pesantissime. Intanto, secondo quanto riferito in questi giorni alla stampa nazionale dall'avvocato difensore, la donna risulta sotto trattamento farmacologico ma è consapevole dell’evoluzione della vicenda processuale.

Bambine uccise a Lecco, l'autopsia: colpite dalla madre con 90 coltellate

04/04/2014

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Uccide la compagna, poi muore in autostrada

Massa Finalese (Modena), 3 aprile 2014 - Una donna di 49 anni, moldava, è stata trovata morta oggi nella sua casa di Massa Finalese (foto). Secondo i carabinieri della Compagnia di Carpi, è stata uccisa a martellate mercoledì sera. I militari sospettano del convivente, un coetaneo albanese, che però è morto poche ore dopo l'omicidio. L'uomo, infatti, si è schiantato in autostrada, nel Veronese, contro un Tir. I carabinieri stanno cercando di capire se l'uomo sia deceduto a causa di un incidente o se il caso possa essere classificato come omicidio-suicidio.

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OMICIDIO-SUICIDIO; SPARA LLA MOGLIE, AL COLLEGA E SI UCCIDE

Rovagnasco, la tranquilla frazione centrale di Segrate, si risveglia tra i colpi di pistolaUn uomo di 69 anni, Carmelo Orifici, è morto in una sparatoria in via Monviso. L'omicida, Domenico Magrì (82) è poi tornato a casa a Bottanuco in provincia di Bergamo e ha sparato alla moglie Maria Artale sua coetanea. Infine si è suicidato con la stessa arma.
I soccorritori intervenuti a Segrate non hanno potuto fare niente per salvare Orifici, originario di Messina. E' stato ucciso con un colpo in testa da Magrì, originario di Catania. I due erano imprenditori edili ed ex colleghi. Poi è tornato a casa dove ha terminato la strage.
LA STRAGE - In base a una prima ricostruzione degli inquirenti, Magrì aveva dato appuntamento a Orifici in un cantiere in via Monviso a Segrate con la scusa di risolvere un problema di lavoro, dove lo aveva accompagnato con la sua auto, una Nissan. Orifici, che lavorava con il figlio, gli ha chiesto di raggiungerlo. Quest'ultimo però, 39 anni, era in ritardo di 10 minuti, e recandosi sul posto ha soltanto visto Magrì allontanarsi al volante della sua auto, senza il padre.
Quando ha raggiunto il cantiere, ha trovato il padre già morto e ha chiamato i carabinieri, fornendo l'identità di Magrì, l'indirizzo di casa e il modello della sua auto. Mentre carabinieri di Segrate raggiungevano il cantiere, quelli di Bottanuco, in provincia di Bergamo, hanno raggiunto l'abitazione di Magrì in via padre Colbe 10. Nel frattempo Magrì, dopo essere rientrato a casa a Cerro di Bottanuco, ha trovato nella villetta la moglie e una domestica. Ha invitato la badante a uscire per una commissione, dopodiché ha sparato alla donna, da anni costretta alla sedia a rotelle perché afflitta da una malattia degenerativa. Infine Magrì si è tolto la vita. Sarebbe stata proprio la domestica a dare l'allarme: rientrata a casa, infatti, ha trovato la porta aperta e i due cadaveri. Sconvolta, ha chiamato il 112.
Giunti sul posto i carabinieri hanno visto prima l'auto e quando sono entrati in casa hanno trovato l'82enne e la moglie, di cui ancora non sono state diffuse le generalità, morti. Ancora non è stato chiarito del tutto il movente, ma potrebbe essere di tipo economico: Magrì, infatti, dopo decenni di lavoro aveva deciso di vendere le proprie quote della societa', ma la difficolta' di trovare un accordo economico con Orifici lo ha esasperato al punto da ammazzarlo con un colpo alla nuca. L'omicidio della moglie malata, Maria Artale, e il suo successivo suicidio nella loro casa in provincia di Bergamo, sarebbero il tragico epilogo scelto per chiudere la storia. La donna, di 82 anni e da tempo costretta sulla sedia a rotelle a causa di una malattia, e' stata uccisa con un colpo alla fronte. Con la stessa pistola detenuta regolarmente (una Ruger 7.65), Magri' si e' sparato alla testa.
LA FAMIGLIA - Carmelo Orifici, l'imprenditore ucciso oggi a Segrate, all'inizio degli anni '90 era stato coinvolto nelle inchieste di 'Mani pulite'. Anche il fratello Achille, sindaco di Segrate a meta' degli anni '70, era stato arrestato e anni dopo completamente scagionato dalla Corte di Cassazione.
I due fratelli erano finiti nella bufera giudiziaria alla fine del 1993 nell' ambito dell' inchiesta su presunte tangenti pagate da imprenditori edili ad ex amministratori comunali di Segrate per concessioni edilizie ed altri provvedimenti urbanistici. Carmelo fu coinvolto come imprenditore, il fratello come ex assessore all' Edilizia pubblica e alla Viabilita' del comune. L' indagine all'epoca avevano fatto molto scalpore perche' aveva coinvolto decine di amministratori ex amministratori di Segrate e la vicina Pieve Emanuele, imprenditori e funzionari
I VICINI - "Era una coppia tranquilla, non avevano mai dato problemi". Sono sotto choc i vicini di casa di Domenico Macrì: "L'ho visto passare alle 11,10 - spiega uno di loro -. E' sfrecciato con il suo suv verso casa. Dopo alcuni minuti abbiamo visto la figlia in lacrime".

Segrate, prima il duplice omicidio poi il suicidio: spara al collega, alla moglie e infine si uccide http://www.ilgiorno.it/martesana/cronaca/2014/04/03/1048092-sparatoria-segrate-morto.shtml#1

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