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Attacks in Russian schools inspired by Columbine massacre

Three separate bloodbaths at Russian schools recently are all linked by the teenage attackers 'worshipping' the perpetrators of...

Thursday, July 28, 2011

NORVEGIAN PSYCHO

A Oslo un’autobomba che esplode nel centro della capitale, andandosi a schiantare esattamente a metà tra il palazzo del governo e quello del quotidiano VG, uccide sette persone e ne ferisce altre cento, trasformando piazza Einar Gerhardsens in un innaturale angolo di Afghanistan. 

Poche ore più a tardi a Utoya, a meno di cinquanta chilometri dalla capitale, un uomo bianco, alto un metro e novanta, vestito da poliziotto, apre il fuoco su seicento ragazzi tra i 15 e i 16 anni arrivati sull’isola per l’annuale raduno dei giovani laburisti. Usa una pistola e un fucile automatico. Spara ad altezza d’uomo. È una macchina. Un animale programmato per uccidere. I ragazzi fuggono. E’ il caos. I morti sono almeno cinque, ma più di un testimone racconterà di avere visto galleggiare venti cadaveri a pochi metri dalla spiaggia.

Autore del massacro un 32enne, Anders Behring Breivik, bianco, biondo, cristiano fondamentalista con simpatie di estrema destra, iscritto a una loggia massonica e con avversione per l’islam e la società multiculturale. 


il giovane fanatico, Breivik, ha confessato la strage di Utoya, l’isoletta su un lago a 50 km da Oslo, dove è stato arrestato «senza opporre resistenza» dopo il massacro. La polizia, che ha fatto cadere quasi subito la pista del terrorismo islamico (malgrado la rivendicazione di un gruppo sconosciuto), non ha ancora accertato ufficialmente la resposabilità dell’uomo nella strage di Oslo. Ma gli indizi contro Breivik (ribattezzato con le iniziali ABB dai media) sono tanti: l’esplosivo trovato sull’isola; la bomba di sicuro fabbricata nella fattoria in cui si era trasferito e dove aveva «tonnellate» di concime chimico utilizzabile anche per fabbricare esplosivi; testimoni che l’hanno visto nella zona dell’esplosione. 

I sopravissuti, radunati in un albergo nel villaggio di Sundvollen, vicino all’isoletta, hanno raccontato l’inferno, l’assassino che si muoveva con calma e lentezza, sparando sulla folla di giovani, colpendo alla testa i feriti o coloro che si fingevano morti, mitragliando chi si lanciava in acqua per fuggire a nuoto. «Ho sentito urla. Ho visto gente che chiedeva pietà, ho sentito tanti spari. Lui li ha spazzati via. Anch’io ero sicuro che sarei morto», racconta Kursetgjerde, 18 anni, che si è nascosto fra le piante, è fuggito a nuoto ed è stato soccorso da una barca. «La gente fuggiva ovunque. Qualcuno cercava di salire sugli alberi. Altri venivamo travolti dalla folla», ha detto, aggiungendo che l’assassino diceva alla gente di avvicinarsi. 


23/07/2011

Bomba e spari, Norvegia sotto attacco Almeno 98 morti, decine sono giovani

Uno dei sopravvissuti, Edvn Rindhal, studente di Trondheim, racconterà di averlo sentito gridare: «Bastardi, vi uccido tutti, non avete diritto di stare al mondo». Così è cominciato il macello. 



Breivik, ossessionato dall’invasione islamica, dalla fusione delle razze, dalla trasformazione del sangue scandinavo in un miscuglio che gli dà il voltastomaco, vuole azzerare la prossima generazione di leader norvegesi. Colpire il sistema al cuore. Una carneficina immaginata come una pulizia etnica. «Una persona con un ideale ha la stessa forza di centomila che pensano solo ai propri affari», aveva scritto il 17 luglio su Facebook. La Lacoste blu, il colletto sollevato, il sorriso debole di un uomo ormai incapace di reggere il patetico scheletro della sua solitudine senza scampo.

Forse aveva un complice. Un uomo di cui parlano alcune testimonianze. Lui, interrogato ieri per tutto il giorno, nega. «Ero solo. Volevo fare della Norvegia un posto migliore. Possibile che nessuno si vergogni di quello che siamo diventati?».

Alyssa si è messa in ginocchio davanti a Anders Behring Breivik. L’ha implorato. «Ti prego. Sono giovane». Breivik le ha scaricato una raffica addosso. Poi ha calpestato una fila di cadaveri. Quando le guardie speciali lo hanno circondato ha buttato a terra le armi e si è consegnato senza fare resistenza. Sulla faccia aveva una smorfia malata. Ha offerto le mani alle manette e ha detto calmo: «Ho fatto quello che dovevo. Adesso vi spiego tutto».


L'odio per i ragazzi: siete indegni di vivere

Lo stava preparando da oltre due anni questo attentato. Da più di cinque lavorava a un manifesto politico-militare, un tomo da Enciclopedia Treccani fitto di spunti per una «sana» azione rivoluzionaria. Poco prima dell’attentato aveva dato sfogo al suo edonismo da aspirante terrorista in un video pubblicato su YouTube nel quale scandiva, limpido, il grido di battaglia. Per John Fredriksen, portavoce della polizia, non c’erano dubbi, il filmato indicava l’imminenza di un attacco.Eppure, Anders Behring Breivik, 32enne suprematista fai da te, è riuscito a passare inosservato, ha organizzato un doppio attentato ispirandosi allo stile jihadista da lui tanto odiato, e ha ucciso un centinaio di persone. Tutto da solo, come ha ribadito negli interrogatori. Anche perché la pista del presunto complice seguita dalla polizia per ora non ha portato da nessuna parte.


25/07/2011

"Preparava la strage dal 2009" 



Anders Behring Breivik, il fondamentalista cristiano accusato della doppa strage di Oslo, compare in un video anti-Islam su YouTube in una insolita mise da subacqueo imbracciando un arma automatica. Il filmato, dal titolo "Knights Templar 2083" (Cavalieri Templari 2083), dura circa 12 minuti. Alcune immagini del video erano state trasferite da Breivik sul suo ’account’ in Facebook, che ora risulta chiuso. Un Forum di discussione norvegese, www.freak.no, riporta un link a un libro di 1.500 pagine intitolato ’2083 - A European declaration of independencè (2083 - Dichiarazione europea d’indipendenza). L’autore del volume risulta essere tale Andrew Berwick, che spiega che tale nome non è altro che la versione anglicizzata di Anders Breivik.

 

Su Youtube il manifesto dell'assassino 

 


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