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Attacks in Russian schools inspired by Columbine massacre

Three separate bloodbaths at Russian schools recently are all linked by the teenage attackers 'worshipping' the perpetrators of...

Wednesday, June 22, 2011

Uccide la moglie e si toglie la vita

Omicidio-suicidio sulle alture di Cairo Montenotte, tra Pontinvrea e Dego. Aurelio Reburdo, 60 anni, ex dipendente del Comune di Vado Ligure, ha ammazzato con un colpo di fucile la moglie Carla Buschiazzo, 62 anni, e si è tolto la vita rivolgerdo l'arma contro di sè.

Secondo i carabinieri la causa della duplice tragedia è dovuta alla depressione in cui era caduto da mesi l'uomo. Il dramma si è verificato nel casolare di campagna della coppia, che abitava a Pontinvrea. A trovare i corpi è stato il fratello del pensionato, che nel pomeriggio era andato a trovarlo per trascorrere alcune ore insieme. Reburdo ha colpito la moglie mentre stava per uscire dalla porta di casa con un unico colpo, tra il collo e la spalla, che ha provocato la morte per dissanguamento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione Rilievi e il sostituto procuratore della repubblica di Savona, 



 



rapisce una donna per 16 ore e racconta il sequestro su Facebook

Braccato dagli agenti, si spara

Cronaca di un sequestro su Facebook: per 16 ore un 36enne armato ha tenuto in ostaggio una donna in un motel dello Utah, negli Usa, aggiornando nel frattempo il suo profilo sul social network e raccontando la sua impresa criminale. E mentre le teste di cuoio si preparavano a un blitz, un internauta lo ha persino avvertito di fare attenzione poichè un agente si era «rannicchiato tra i cespugli». «Grazie amico», ha replicato l’uomo, Jason Valdez, già noto alla polizia per episodi di violenza.

Quando il commando degli Swat ha fatto infine irruzione nella sua stanza, il 36enne ha prima aperto il fuoco contro le teste di cuoio, quindi si è sparato un colpo al petto: le sue condizioni sono al momento critiche. Il dramma è avvenuto venerdì e ora, riferisce la stampa americana, anche gli «amici» di Fb potrebbero essere incriminati per aver ostacolato la giustizia. Valdez era stato colpito da un ordine di arresto per droga ma quando la polizia di Odgen si è presentata nel motel, lui si è barricato dentro una stanza, prendendo in ostaggio una donna sua conoscente.

Durante le interminabili ore del sequestro, ha scritto sei post, pubblicato foto dell’ostaggio (che ha chiamato Veronica) e stretto almeno una dozzina di nuove amicizie. «Vi voglio bene ragazzi e se non ce la dovessi fare a uscire vivo di qui, mi troverete in un posto migliore», è uno dei suoi messaggi. In un altro, si è concesso persino una battuta sulla donna che teneva segregata: «Mi sono preso un ostaggio carino, eh!». Familiari e conoscenti hanno letteralmente invaso la sua pagina, lasciando un centinaio di commenti, alcuni di approvazione, altri di supporto, altri ancora che lo imploravano di «fare la cosa giusta», consegnandosi alla polizia.

22/06/2011 Usa, rapisce una donna per 16 ore e racconta il sequestro su Facebook 


Sunday, June 12, 2011

52enne spara alla madre con una fiocina



Colpisce la madre con una fiocina, trafiggendole il collo. Sembra la storia di un film dell'orrore ma è tutto vero. È successo ieri sera, dopo le 23, a Roma, nella zona di Tor Carbone nei pressi del quartiere EUR.  Fabio Moriello, 52 anni, ha impugnato l'arma e l'ha puntata contro la madre, Iolanda Cordahi, 83 anni.

L'uomo era affetto da alcuni problemi mentali e assumeva regolarmente psicofarmaci: probabilmente è stato colto da un raptus di ira. I vicini, allarmati dal tumulto, hanno subito chiamato la polizia.
L'uomo è stato disarmato dagli uomini del Commissariato Tor Carbone senza opporre resistenza e senza neache tentare la fuga. Dovrà rispondere dell'acccusa di tentato omicidio.
La madre è stata immediatamente portata in ambulanza all'Ospedale Sant'Eugenio dove i medici hanno dichiarato che la donna non è in pericolo di vita.

Roma: 52enne spara alla madre con una fiocina 11/06/2011

“Stop all’uso di psicofarmaci”

“Non c’è nulla di patologico in una bambina che urla. Sono capricciosi, sono distratti, sono vivaci. Ma non sono malati. Sono semplicemente bambini.” Questo il messaggio lanciato dall’associazione Pensare Oltre, per combattere l’uso degli psicofarmaci nella cura dei bambini affetti dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd).

A sostenere il movimento ci sono oltre 70 associazioni, federazioni, accademie e aziende, e più di 60 personaggi del mondo della cultura, dello sport e della politica, tra cui:  Mariangela Melato, Alex Zanardi, Ennio Morricone, Mogol, Bruno Bozzetto.
L’Adhd  è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in taluni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini. Si tratta di un disturbo eterogeneo e complesso, multifattoriale che nel 70-80% dei casi coesiste con un altro o altri disturbi.
Il fenomeno sta crescendo anche in Italia: sono 730mila i bambini a cui è stato diagnosticato un problema mentale: circa 170.000 i bambini italiani soffrirebbero della Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione e  40.000  ogni giorno assumerebbero antidepressivi.
Lo scopo dell’associazione è sensibilizzare la società, e anzitutto i genitori, le scuole e le istituzioni, sulla “necessità di garantire alle future generazioni un’educazione e una crescita sana” . Sarebbe  necessario aiutare i più piccoli a crescere in modo spontaneo, favorendone il contatto con la natura e avviandoli alla pratica di attività sportive, all’espressione della creatività artistica, alla formazione e alla cultura attraverso una migliore didattica. Solo così i ragazzi possono allontanarsi da situazioni stressanti e da comportamenti a rischio
“I bambini sono il futuro, ma sono anche la parte più fragile della società e dobbiamo proteggerli. La loro unica forza è costituita dalla fantasia, dall’entusiasmo, dalla vitalità che non devono essere soffocate mai”, spiega a sua volta la regista Lina Wertmuller.
Adhd, Campagna Pensare Oltre: “Stop all’uso di psicofarmacimag 17 2011

Psicofarmaci, raddoppiato l’uso in Italia negli ultimi 10 anni

Sempre più orientati verso l'individualismo e il narcisismo. Così appaiono gli italiani allo specchio dell'indagine del Censis dal titolo "La crescente sregolazione delle pulsioni". In questo vuoto di fondo percepito, aumenta l'uso di psicofarmaci: dal 2001 al 2009 le dosi giornaliere sono raddoppiate, passando da 16,2 a 34,7 per 1000 abitanti. Un incremento pari al 114,2%.
«Nessun cambiamento patologico: noi italiani siamo rimasti sempre gli stessi», commenta lo psichiatra Giovanni Battista Cassano, docente emerito all'Università di Pisa. Se si parla di aumento degli psicofarmaci consumati, dunque, il motivo starebbe nell'effettiva misurazione del fenomeno, che un tempo non veniva fatta. Inoltre, rispetto al passato, «oggi il medico di medicina generale è preparato a riconoscere una patologia che prima veniva ignorata prescrivendo un farmaco per curarla - sottolinea Cassano - Però non tutti ne fanno un uso appropriato. Il 30% degli italiani che assume antidepressivi non porta a termine la terapia. In pratica, si sprecano farmaci perché non si sta attenti alle indicazioni del medico».
Tra gli altri fenomeni riscontrati: la crescita dei cocainomani in carico al Sert, e l'aumento dei giovani che si ubriacano regolarmente. Per quanto riguarda l'aspetto narcisistico degli italiani, nel 2010 si sono registrati 450 mila interventi di chirurgia estetica.

Psicofarmaci, raddoppiato l’uso in Italia negli ultimi 10 anni 07/06/2011


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